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Antichi mestieri: i trullari

I trulli sono oggetto di grande orgoglio per i pugliesi, un tesoro di inestimabile valore da tutelare, affinché anche le generazioni future possano goderne. Nonostante tutto, sono rimasti davvero in pochissimi a saper ancora costruire un trullo. Il trullaro è uno dei mestieri più antichi praticati in Puglia. Ad esempio, i mastri “trullari” rimasti attualmente ad Alberobello sono solo cinque e, purtroppo, non più giovanissimi. Troppo pochi per tramandare l’antica arte della costruzione a secco. Per evitare, così, che i mastri trullari scompaiano definitivamente, a novembre dello scorso anno è stato organizzato un corso di 600 ore per formare 18 giovani mastri che possano continuare la tradizione dei loro maestri e continuare a costruire trulli così come avveniva 100 anni fa. Il corso, con 250 ore di formazione in aula e 350 sul campo, non esclude la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Il corso, come ha spiegato Roberto Panaro, uno dei cinque mastri ancora in attività era destinato a giovani con licenza elementare o media inferiore, extra-comunitari con regolare permesso di soggiorno e maggiorenni iscritti ai Centri per l’impiego della Provincia di Bari.
Anche il maestro trullaro Giuseppe Miccolis di Putignano, specializzato nella costruzione di trulli, il mese scorso in occasione dell’appuntamento formativo sugli “Antichi Mestieri”, ha raccontato i segreti del suo mestiere.
L’artigiano Miccolis ha illustrato durante la serata alcuni segreti, le particolarità del mestiere, gli attrezzi di lavoro e la tecnica di lavorazione per la costruzione di un trullo.
Per approfondimenti visitate il sito:
www.maestrotrullaro.altervista.org
Alcuni dati:
Il Rione Monti di Alberobello conta 1.043 coni, per circa 500 trulli;
nell’Aia piccola, l’altra zona del centro storico all’interno del perimetro Unesco, altri 400.
Da aggiungere un’altra decina tra Museo del Territorio, Casa d’Amore e Trullo Sovrano. Insomma, si sfiorano i 1.500 coni»